giovedì 30 marzo 2017

Ritorno alla realtà, Ad Alta Voce


Mentre beate soggiornavamo sul nostro pianeta Serra, sospeso immobile nel tempo e nello spazio, nel buio e nel silenzio, violato con leggiadria soltanto dal vostro allegro chiacchiericcio o dai motori dell'aeroplano del Piccolo Principe, il pianeta Terra, nel suo vorticoso ruotare e rivoluzionare, mieteva le sue vittime e lacerava le trame della routine.
Riprendere i brandelli di fili e rammendare i vuoti è un lavoro estenuante.
Utile tornare con la mente e con le immagini al prima e ristabilire le sane abitudini, nonostante questa stanchezza che non molla, acuita dalla sospirata primavera.
La più recente, ricamata su una tovaglietta vintage, nel pieno sballo, in luoghi ameni, avrebbe tanto da raccontare...


Prima ancora una ghirlanda, con i colori delle conchiglie, ascoltando storie. 
E qui devo aprire una doverosa parentesi.


Dedico questa informazione a chi, come me, si trova per lunghe ore a svolgere una attività manuale con la sola musica ad allietare il silenzio. Finalmente in questi giorni torno anche a questi ascolti.
Per caso, cercando qualche libro in rete o vagandoci per non pensare, un paio di mesi fa o forse più, mi imbattei negli audiolibri, che tutti immaginiamo risorsa ineguagliabile per gli ipovedenti.
Scoprii, attratta dalla curiosità e dall'intuizione che avrei potuto abbinare alle lunghe ore di ricamo una forma di lettura a me ignota, che esiste un portale della Rai il cui servizio da solo risolleva tutti i malumori che si possono nutrire per i suoi programmi televisivi. 


Non è leggere, ovviamente. E' un'altra cosa. 
E all'inizio ho fatto fatica ad accettare l'intonazione del lettore. Ho scartato libri perchè letti da una voce che trovato sbagliata per me. Mi sono fatta sedurre da voci profonde e imparziali. 
Nella mia hit list, tra i pochi che ancora mi sono fatta leggere, Cristo si è fermato ad Eboli di Carlo Levi (letto da Elio De Capitani) e lo struggente Una questione privata di Beppe Fenoglio, mirabilmente letto da Omero Antonutti.
Se dovessi scegliere, leggerei io, con i miei tempi e la mia intonazione, ma...
Scrivendo o parlando, ogni tanto mi sento risuonare in testa o nella voce l'intonazione dei lettori e mi accorgo che il loro contributo è potente.
Una risorsa che mi sembra giusto divulgare e a cui ho dedicato volentieri qui uno spazio.


Il ricamo della ghirlanda è stato ospitato da un rasatello di cotone. 
Le foto non gli rendono giustizia, perchè le mie competenze di fotografia si limitano a premere lo scatto e si affidano alla legge dei grandi numeri: su trecento foto, una ne verrà buona. 
Ma il nero e le stoffe luccicanti mettono a dura prova le mie incapacità. Non sono capace di imbrigliarne i riflessi.
Peccato.
Grazie a tutte per gli affettuosi riscontri legati al tutorial!

martedì 28 marzo 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: tante soddisfazioni!



Cartoline dalla serra, silenziosa e triste senza di voi. 
Tanti messaggi e foto che vi riportano nei miei pensieri.
C'è chi ha già mirabilmente confezionato una scatola: bellissima idea, Patrizia!
Chi ha improvvisato un coloratissimo cuore: super Monica!
Chi ha deciso di apportare personali modifiche trasformando le rose in lilla: mitica Elena!
Chi attende istruzioni per il confezionamento: un bacio, Cristina, Adriana e Gabriella, per avermi inviato le foto!


Il protagonista indiscusso di oggi è il ferro da stiro.

Ahimè! Sento le orecchie ronzare! Non mi avete perdonato da allora!

E' giusto che sappiate che non sono malata di stiro. 
Sul serio.
Alfredo è sempre al top della hit list dei bambini con il grembiulino più stropicciato dell'asilo. Quando per sbaglio lo stiro, la maestra stupita mi chiede se va tutto bene.
Ad Anita ho comprato esclusivamente vestiti di plastica che non devono essere stirati.
Mario... Beh! 
Mario è Mario. Anche i suoi capelli sono stropicciati. Fa stile.
Il marito ha poco da fiatare. Ne avrebbe, comunque, perchè le maniche hanno la riga e insomma quel chè di stropicciaticcio traspare. Ma ha poco da fiatare, dicevo.

Però coi ricami proprio proprio proprio proprio non ce la faccio.
E prima di avviare qualsiasi cucitura per il confezionamento... Devo stirarli.
Stirate il vostro cuore.
Non una stiratina qualunque.
Stiratelo sul serio e, non contente, stiratelo di nuovo.
Dal rovescio, su un cuscino morbido (altrimenti addio per sempre roselline!), spruzzandolo con acqua e poi passandolo e ripassandolo a vapore, stiracchiando con la punta là dove la stoffa si è un po' distorta, ripassandolo a secco per asciugarlo bene.

Solo a quel punto (sicure sia ben stirato?!), giratelo sul rovescio e disegnate proprio sul rovescio la sagoma esterna del cuore, ad una distanza per voi gradevole. Quelli suggeriti hanno questa linea a circa 3 cm dal profilo del cuore ricamato. La linea disegnata sul rovescio è utile come guida per la cucitura. Potrete appoggiare la sagoma ricamata e quella del rovescio, dritto contro dritto, e cucire tutt'intorno lasciando un'apertura in prossimità della punta del cuore, oppure fare come ho fatto io...

Preparate il retro tagliando due metà del cuore, provviste di un margine di cucitura e cucendole in modo da lasciare un’apertura centrale di circa 8-10 cm.
Sovrapponete il retro al ricamo, dritto contro dritto, e appuntate il nastro per appenderlo, in modo che sia adagiato sul dritto del ricamo. Cucite tutto il profilo esterno del cuore con un punto molto fitto (1,5 della macchina da cucire) e tagliate i margini a circa 2-3 mm dalla cucitura. Intagliate anche la punta e il seno del cuore.
Rovesciate poi il lavoro attraverso l’apertura posteriore. 
Imbottite il cuore con dell’ovatta e sottopuntate l’apertura posteriore.
Per la decorazione, potreste ripiegare più volte un nastro di pizzo e... Chi più ne ha più ne metta!!


Se avete realizzato altri oggetti... inviatemi le foto! Sarà davvero un piacere per tutti!
Grazie, grazie, grazie!!
Elisabetta





martedì 21 marzo 2017

Operazione Cuore Coloris Primavera: è Primavera!


Con l'eccitazione e la nostalgia della conclusione, palpabili nell'aria di questa splendida giornata di Primavera, ci incontriamo ancora una volta nella calda serra e a tutte pare di conoscersi da una vita.
Abbiamo spalancato le porte per annusare questa brezza nuova.
Un papà, capo scout, si è improvvisato leader indiscusso e tutti i bambini si sono seduti a terra, in cerchio, gesticolando e cantando a squarciagola. 
Ad ogni strillo acuto, famigliole di passeri si danno a gran fuga dalle chiome, urlando il loro disappunto.
Sarà dura, oggi, parlare oltre questo trambusto.
Ma abbiamo in fondo pochi punti da mettere: per il resto sarà un gran bel rimirare la soddisfazione di aver finito.
Ci diamo subito alle rose, avviando due fili di DMC 224, il mitico rosa antico che tutte hanno nella scatola. 
Ricordo a tutte di sfoderare un ago da cucito n°7 o dintorni, senza cruna allargata. Arrotoleremo il filo sul corpo dell'ago e poi pretenderemo che la cruna scorra in tale rotolino: più sottile sarà la cruna, meglio sarà per tutte.


Io lavoro il punto vapore in verticale e, rispetto a dove esce il filo, mi sposto verso il basso e risalgo verso il filo stesso, posizionandomi al centro del cerchietto su cui andrà ricamata la rosa. Prendo circa 4 mm di stoffa e arrotolo pressappoco 6-7 avvolgimenti. 
Tiro il filo bene bene verso l'alto, assicurandomi che non si siano creati intoppi o avvolgimenti irrequieti...


... E poi giù di nuovo verso il basso a compattare bene il salsicciotto e a chiudere il punto riportandomi sul rovescio.


Al centro della rosa posiziono due di questi punti, con le estremità combacianti. 
E poi mi do una certa mia regola: esco a metà del punto appena fatto e inizio ad aggiungere punti più lunghi intorno al centro, mantenendo sempre lo stesso senso di marcia.


Nel concreto... 
Ricamo i due punti centrali di 6-7 avvolgimenti per circa 4 mm di stoffa. Esco a metà di uno dei due e, puntando dalla parte opposta della rosa, avvolgo ora 14-16 avvolgimenti. Ancora poi uscirò a metà di tale punto e, in senso antiorario (o antiorario) andrò a posizionare altri due punti simili.


Se voglio le rose laterali più piccole, ridurrò i giri.


Prendo poi il colore più chiaro (DMC 948) e aggiungo giri esterni. 
Avendo un centro più grosso da gestire, aumenterò ulteriormente gli avvolgimenti, fino a circa 18-20, in una quantità necessaria a costruire la dimensione della rosa. 
Getto anche un bocciolo, con due punti convergenti, uguali a quelli del centro della rosa.



Al DMC 3011 l'onore di mettere la parola fine
Con una catenella aperta acchiappo il bocciolo e lo porto verso la rosa. 
Poi ricamo, come abbiamo fatto per il glicine, le foglie.


Strilli di giubilo ogni dove.
Matassine, metri, aghi, spilli lanciati in aria per festeggiare... Anche qualche paio di forbici vedo sferzare l'aere: una vera calamità naturale!
Scappiamo tutte sotto i tavoli per ripararci.
Lacrime di sollievo, di gioia, di dolore (aghi, spilli e forbici prima o poi dovevano ricadere).

Poi la bimbetta di turno che urla... E la maglina?!

Cala improvviso il silenzio.

Me lo aspettavo...
... E bieco il sorrisetto appare sotto i baffi.

Faccio entrare Anita a passo lento e drammatico...


L'avevo già finito per stamattina.
Ero terrorizzata all'idea di improvvisare e di fare una pessima figuraccia! 
Avevo lavorato tutta la notte!
Applicato dei cristallini al centro delle rose, fermati con una perlina in capo...


... Ricamato i giri esterni delle rose con punti vapore semplici e punti vapore festonati, che altro non sono (le magliaie capiranno al volo), che punti vapori in cui si sostituiscano gli avvolgimenti con i punti di avvio delle maglie...


... Aggiunte le stesse foglie verdi...


... Gettato il tutto sotto una doccia refrigerante per far sciogliere il foglio adesivo...


Et voilà!
Custom by me non mi ha deluso! Come una canzone che non ti molla, governa i miei pensieri, inducendomi a nuove prove... 
Vi farò sapere!

Ora però non vi saluto.
Sarebbe troppo commovente.
Abbiamo deciso di darci un'altra chance (anche perchè dobbiamo pur sempre cucire il cuoricione). Inviatemi le vostre foto e/o i vostri commenti! 
Tireremo le somme sull'utilità di questa nostra avventura, per capire se ne è valsa la pena e se... 
Vale la pena di affrontarne altre!
Io di sicuro mi sono divertita un sacco...
Grazie infinite a chi ha commentato, scritto via mail, supportato con carinissimi messaggi. 
E a chi silenziosamente ha seguito i miei continui deliri!
A presto!